Controllo di gestione
Controllo di gestione per le società di servizi: come valorizzare le ore (costo e tariffa)
Nelle società di servizi il margine si decide sul valore dell'ora: conoscere il costo pieno orario e fissare la tariffa di conseguenza è ciò che separa una commessa in utile da una in perdita.
Se guidi un'agenzia o una società di consulenza, il tuo vero prodotto non è un oggetto: sono le ore delle persone. Eppure moltissime realtà di servizi vendono quelle ore senza sapere quanto costano davvero. Il risultato è un margine che evapora un progetto alla volta, spesso senza accorgersene fino a fine anno.
Il controllo di gestione per le società di servizi ruota tutto attorno a un principio: valorizzare correttamente le ore, sia dal lato del costo sia dal lato della tariffa di vendita. In questo articolo vediamo come farlo con metodo, con un esempio numerico concreto.
In sintesi
Il margine di una commessa di servizi dipende da due numeri: il costo pieno di un'ora (quanto ti costa realmente) e la tariffa oraria a cui la vendi. Se non conosci il primo, non puoi fissare correttamente il secondo — e vendi a caso.
Perché nelle società di servizi le ore sono il vero prodotto
In un'azienda che produce beni, il costo del venduto è tangibile: materie prime, magazzino, produzione. In una società di servizi il costo del venduto è quasi tutto costo del personale: le ore lavorate dalle persone sul progetto. Questo cambia le regole del gioco.
- La capacità produttiva è limitata: una persona ha un numero finito di ore fatturabili all'anno.
- Ogni ora ha un costo, anche quando non è fatturata (formazione, attività interne, tempi morti).
- Il margine si costruisce ora per ora: bastano poche ore non tracciate o vendute sotto costo per erodere la redditività.
I due numeri che contano: costo orario e tariffa oraria
Valorizzare le ore significa presidiare due grandezze distinte e complementari. Confonderle è l'errore più comune.
1. Il costo pieno di un'ora (full cost)
Il full cost orario è quanto ti costa davvero un'ora di lavoro di una persona. Non è la semplice RAL divisa per le ore: è il costo aziendale completo, spalmato sulle ore effettivamente fatturabili. In pratica si compone di tre strati:
- Costo diretto/h — il costo azienda della persona (retribuzione + contributi + oneri) rapportato alle ore fatturabili.
- Costi indiretti/h — il costo dell'inoperosità: le ore non fatturabili (ferie, formazione, attività interne) vanno comunque coperte dalle ore vendibili.
- Costi fissi/h — la quota di costi di struttura (affitto, software, amministrazione) attribuita a ogni ora fatturabile del team.
Solo sommando questi tre strati ottieni il costo reale di un'ora. Quasi sempre è molto più alto di quanto si immagini a occhio: una persona con un costo azienda di 40.000 € può avere un full cost orario ben superiore ai 40 €/h, perché le ore realmente fatturabili sono molte meno delle ore teoriche.
2. La tariffa oraria (il prezzo di vendita)
La tariffa oraria è il prezzo a cui vendi quell'ora al cliente. La regola per proteggere il margine è semplice: la tariffa deve partire dal full cost e incorporare il margine obiettivo.
La formula della tariffa
Tariffa oraria = Full cost / (1 − margine obiettivo). Esempio: con full cost 48 €/h e margine obiettivo del 35%, la tariffa minima è 48 / 0,65 ≈ 74 €/h. Sotto quella soglia, stai erodendo il margine target.
L'errore che erode il margine: vendere ore sotto costo
Il problema nasce quando si preventiva “a sensazione”. Si guarda la concorrenza, si fa un prezzo tondo, si stima il tempo per difetto. Senza il full cost come bussola, capita continuamente di vendere ore sotto il loro costo reale: la commessa sembra in utile, ma è in perdita.
Il danno è subdolo perché non si vede sul singolo progetto: si accumula. Poche ore extra non tracciate per persona, moltiplicate per tutte le commesse, si traducono in punti di marginalità bruciati a fine anno.
Non puoi gestire ciò che non misuri. E nelle società di servizi, ciò che devi misurare sono le ore: quanto costano e a quanto le vendi.
Come valorizzare correttamente le ore: il metodo in 5 step
- 1Mappa i costi del personale — costo azienda reale di ogni persona, non la sola RAL.
- 2Calcola le ore fatturabili — parti dalle ore lavorate e togli ferie, permessi, formazione e attività interne, così ottieni la capacità realmente vendibile.
- 3Determina il full cost orario — somma costo diretto, costi indiretti e quota di costi fissi per ora fatturabile.
- 4Fissa la tariffa dal margine obiettivo — applica la formula: full cost diviso (1 − margine obiettivo).
- 5Traccia le ore a consuntivo — registra il tempo su ogni progetto per confrontare tariffa venduta e costo reale, commessa per commessa.
Esempio pratico
Prendiamo una figura con costo azienda di 45.000 € l'anno, 1.600 ore fatturabili reali e una quota di costi di struttura che aggiunge circa 9 €/h.
- Costo diretto/h ≈ 45.000 / 1.600 = 28,1 €/h
- Costi indiretti e fissi/h ≈ +20 €/h (inoperosità + struttura)
- Full cost ≈ 48 €/h
- Con margine obiettivo 35% → tariffa ≈ 74 €/h
Se questa persona lavora 100 ore su una commessa venduta a 60 €/h, il progetto incassa 6.000 € ma ne costa 4.800 di sole ore: il margine apparente è positivo, ma sei ben sotto il tuo obiettivo del 35% — e non lo sapresti senza aver valorizzato l'ora. A 74 €/h, invece, la stessa commessa protegge il margine target.
Dal foglio Excel al controllo in tempo reale
Fare tutto questo a mano, con fogli separati per timesheet, costi e margini, è possibile ma fragile: i numeri arrivano tardi e le decisioni pure. Un software di controllo di gestione collega le ore registrate al costo pieno e alla marginalità di ogni progetto, aggiornando tutto in tempo reale. È esattamente ciò che fa Magnalia: unisce la consulenza sul metodo al software che tiene i numeri sempre sotto controllo, con un Agente AI che risponde alle tue domande sui dati reali.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra costo orario e tariffa oraria?+
Il costo orario (full cost) è quanto ti costa un'ora di lavoro, comprensivo di costi diretti, indiretti e di struttura. La tariffa oraria è il prezzo a cui vendi quell'ora al cliente. La tariffa dovrebbe sempre derivare dal full cost più il margine obiettivo.
Come si calcola il full cost di un'ora?+
Si sommano tre componenti rapportate alle ore fatturabili: il costo azienda diretto della persona, i costi indiretti (ore non fatturabili) e la quota di costi fissi di struttura. Il risultato è quasi sempre superiore alla RAL divisa per le ore teoriche.
Perché le società di servizi perdono margine senza accorgersene?+
Perché vendono ore senza conoscerne il costo reale: preventivi 'a sensazione', ore non tracciate e tariffe sotto il full cost erodono la redditività un progetto alla volta, e il danno si vede solo a fine anno.
Serve un software o basta un Excel?+
L'Excel funziona come punto di partenza, ma diventa fragile: dati sparsi e in ritardo. Un software dedicato collega ore, costi e margini in tempo reale, riducendo errori e rendendo le decisioni tempestive.
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